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Ricominciare a studiare l'italiano senza stress — la mia chiacchierata con Simona

🎥 A recording from 🇮🇹 Katarzyna Ciszewska's live video

Settembre è il nostro vero Capodanno.

Non gennaio: settembre. Si torna al lavoro, si torna in palestra e — quasi sempre con un po’ di senso di colpa — si torna anche alla lingua.

Ne ho parlato in diretta con Simona Foglia , insegnante di italiano della Scuola AL DENTE che vive nelle Marche e che tiene i corsi di gruppo della nostra scuola. Se non hai potuto seguirci dal vivo, trovi la registrazione qui sopra. E qui sotto ti lascio i punti più importanti.


“Ho dimenticato tutto”

È la frase che Simona sente più spesso in questi giorni. E, dice lei, non è mai vera.

“La lingua c’è. È solo un po’ più in basso, va riattivata come i muscoli. Nessuno l’ha cancellata.”

La prova? Gli stessi studenti che entrano in classe dicendo “non ricordo niente” cominciano a raccontare le vacanze, fanno domande agli altri e dopo dieci minuti si accorgono da soli che la lingua è ancora lì.

E la paura vera non è la grammatica:

“Hanno paura di parlare, hanno paura del confronto con il gruppo.”

Ci autosabotiamo. Il giudizio più severo è sempre il nostro.


Ripassare tutto prima della prima lezione? No.

Il progetto estivo classico: “prima di settembre ripasso tutto da capo, tre ore al giorno”. Non succede mai — e per fortuna, perché secondo Simona non serve a niente.

“Non solo non è possibile, ma non serve a nulla. Genera ancora più ansia, ancora più stress.”

Cosa fare invece: ripassare solo quello che ti servirà davvero alla prima lezione. Le domande, come si costruisce una domanda, il vocabolario delle vacanze. Il resto lo guiderà l’insegnante.


Quanto ci vuole per parlare davvero?

Domanda da un milione di euro, e la risposta di Simona è concreta:

  • Da ottobre a Natale (livello zero assoluto): sai presentarti, comunicare in frasi semplici, cavartela al bar, al ristorante, in albergo.

  • Fino all’estate: arrivi al passato prossimo e riesci a raccontare le tue vacanze al ritorno.

“Spingiamo gli studenti a comunicare dalla prima lezione. Non dico assurdità: è quello che facciamo.”

Come? Con le immagini e con dei modelli da replicare. Perché qualche parola italiana la conosciamo tutti — pizza, pasta, banana, ananas. Si parte da lì.


E studiare in gruppo non è una perdita di tempo?

La paura è sempre la stessa: l’insegnante non si concentra su di me. La nostra formula è pensata proprio per questo: 90 minuti, massimo 6 studenti.

“È un’interazione reale, autentica. Non è un’interazione studente-insegnante.”

E poi c’è una cosa che nessuno mette in preventivo: nel gruppo nascono amicizie. Gli studenti si scrivono, si incontrano, si consigliano podcast a vicenda. Fare amicizia da adulti attraverso una lingua è possibile — lo vediamo succedere ogni anno.


I tre consigli di Simona

1. Riattiva, non ricominciare. Ascolto, letture brevi, podcast su quello che ti piace davvero — musica, cinema, cucina. Non devi ascoltare tutto: devi ascoltare quello che ti interessa.

2. Poco ma spesso. Bastano 15–20 minuti, ma tutti i giorni. Falla entrare nella routine: il caffè della mattina, il tragitto verso il lavoro, la lingua del cellulare.

“Non spostiamolo, non diciamo ‘lo faccio più tardi’. Deve essere regolare, deve essere costante. Questo fa la differenza.”

3. Datti dei micro-obiettivi. Non “quest’anno imparo l’italiano”, ma “questa settimana ripasso bene il passato prossimo e il vocabolario delle vacanze”.

E sì — in classe si vede benissimo chi lo fa e chi no. Hanno più vocabolario, parole che a lezione non abbiamo mai visto.


L’intelligenza artificiale: amica o nemica?

“Dipende da come la usiamo.”

Sì: per fare pratica fuori dalla lezione, per crearti esercizi sul lessico che hai già studiato, per ripetere.
No: per fare i compiti. Lì serve la tua testa, altrimenti non resta niente.

Un avvertimento importante di Simona: l’AI sbaglia, e spesso. Ai livelli bassi è facile non accorgersene — per questo l’insegnante resta indispensabile.


Bonus: la vacanza studio nelle Marche

Abbiamo parlato anche della vacanza studio che Simona organizza con il collega Filippo nelle Marche: lezioni di italiano + esperienze vere. Degustazione in cantina, lezione di cucina, passeggiate, chiacchiere in italiano con la gente del posto.

Bastano pochi mesi di studio per partecipare. E se viaggi con qualcuno che non parla italiano — nessun problema: alle esperienze pratiche può venire tranquillamente anche lui.


Come riconoscere una buona lezione

Una domanda arrivata in chat da Iza, e la risposta di Simona mi è piaciuta molto:

“Alla fine della lezione lo studente deve aver chiaro che cosa ha fatto. Ogni lezione deve essere un passo in avanti.”

Il suo test pratico: finita la lezione, prendi un foglio bianco e scrivi cosa hai imparato. Poche cose, bastano pochi punti — ma qualcosa deve restare. Se dopo 90 minuti il foglio è vuoto, qualcosa non ha funzionato.

E se hai solo ascoltato l’insegnante parlare? Allora non era una lezione, era una conferenza.


I nostri corsi partono adesso

Se dopo questa chiacchierata hai voglia di ricominciare (o di cominciare da zero), ecco i gruppi di Simona. Orari italiani, gruppi da massimo 6 persone, lezioni di 90 minuti.

Calendario autunnale (orari italiani):

📗 A1 – da zero — sabato 10:45–12:15 (inizio 10 ottobre)
📗 A2 — giovedì 17:00–18:30
📘 B1 — lunedì 18:45–20:15
📘 B1+ — martedì 17:00–18:30
📕 B2 — giovedì 18:45–20:15
📕 B2+ — martedì 18:45–20:15

“Mai rimandare. Settembre è il nostro piccolo Capodanno.”

Contattaci: biuro@wloski.org

Grazie a Simona per la chiacchierata, e grazie a chi ci ha seguito dal vivo.

Alla prossima!

Katarzyna

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